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Udine, 30 novembre 2009

"Se si potesse dire a parole non vi sarebbe alcuna ragione di dipingere." Edward Hopper

Dipingo da cinque anni esatti e non ho alcun percorso accademico alle spalle. Ho un ricordo chiarissimo di me stesso, a quattro o cinque anni in una luminosa mattina primaverile, assorto sul tavolo della cucina mentre scarabocchiavo qualcosa su un foglio. Disegnai un volto scarno e tragico che mi spaventò a morte, e scoppiai a piangere disperato. Forse un lampo di chiaroveggenza. Trascorse un decennio. Sui banchi delle scuole medie facevo i primi timidi tentativi pittorici a tempera sotto la guida attenta del professore Renzo Tubaro, persona di raro talento didattico e pittorico, che ricordo con molto affetto e rispetto. Da allora non avrei più ripreso in mano i pennelli fino a cinque anni fa.

La mia 'formazione' alle immagini riprende verso i 20 anni, quando feci un breve ma interessante periodo di garzonato in uno studio fotografico. Mio padre mi regalò una Nikon F2, tutt'ora attiva e che conservo gelosamente, e cominciai a fare immagini fotografiche, a formarmi sul piano della composizione iconica, a riflettere. Disordinatamente, anarchicamente.

In quello stesso periodo scoprii la scrittura di Vladimir Nabokov, una folgorazione, che da allora e tuttora gioca un ruolo fondamentale nel mio modo di intendere l'arte, delle immagini come delle parole, la concentrazione sul dettaglio, il piacere di ri-creare il 'reale' attraverso il prisma della propria sensibilità per raccontare storie, l'idiosincrasia per le ideologie e i palloni gonfiati programmatici o critici. "Talento, struttura e stile, ragazzi, le grandi idee non servono a niente.", cito a memoria il Maestro in una delle lezioni ai suoi studenti alla Cornell. In questa scheda gli ho anche 'rubato' una frase verbatim, ma non dico quale.

Cinque anni fa un episodio fortuito, che retrospettivamente leggo come un intervento degli angeli, mi spinse a contattare Aldo Ghirardello e a iscrivermi a un suo corso per mettermi finalmente alla prova. Il mio maestro dunque è Aldo, pittore udinese di rara e raffinata creatività, ottimo insegnante e caro amico.

Amo la musica da quando avevo sei anni, è il mio secondo ossigeno, impensabile viverne senza. Per tutta la vita ho sofferto la spaventosa frustrazione di non avere io uno straccio di talento per fare musica. La scoperta della pittura ha messo le cose a posto.

Gianni Della Rossa

 

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