Alessandro Carnier
Presentazione della mostra "Personale 999"
a Villa Forniz, Porcia settembre 1999
Nato a Comeglians (UD) il 9/06/1959). Ha frequentato il Liceo Artistico di Treviso, diplomandosi nel 1979 ed in seguito l'Accademia di Belle Arti di Venezia, ove si è diplomato in scenografia nel 1983. Ha vinto una borsa di studio partecipando alla 65ma Mostra Collettiva della fondazione dell'Opera Bevilacqua la Masa con un progetto scenografico, per l'opera "La Fabbrica Illuminata" di Luigi Nono, nel 1980. Nel 1982 ha esposto alcuni lavori alla mostra "Autoritrattazione" sempre a Venezia, collettiva di cui ha curato le riprese fotografiche. Ha realizzato una videoregistrazione sperimentale, presso il Centro di Documentazione di Palazzo Fortuny, ispirata all'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, con l'utilizzazione della tecnologia messa a disposizione dalla RAI, presentata poi come tesi di laurea. Svolge l'attività di illustratore editoriale e pubblicitario. Tra le sue pubblicazione più significative il volume "Portus Naonis, una storia illustrata", che ripercorre la storia di Pordenone dalla preistoria fino agli anni 90, corredato da illustrazioni didatticamente concepite per i ragazzi delle scuole elementari. Unitamente all'attività di illustratore è da sempre vivo il suo interesse per la pittura, in cui si esprime con un uso accurato di tecniche pittoriche diverse, tali da consentire molteplici soluzioni realizzative di temi ispirati perlopiù agli stereotipi contemporanei. Le opere qui riprodotte, realizzate con la tecnica ad olio, scelta dall'autore perchè permette un cromatismo più raffinato, in taluni casi lavorando su tavola, si collega alla tradizione della pittura veneta; pregnante riferimento culturale e territoriale. Le ambientazioni stesse dei quadri riproducono spesso luoghi del Friuli e del Veneto, frequentati dall'autore e rielaborati sulla base di fotografie eseguite dallo stesso; in taluni casi facilmente riconoscibili a chi ha familiarità con le stesse località, ma comunque realisticamente presenti quand'anche referenti ad anonimi scorci di verde campestre. Nel caso specifico dell'opera "Il luogo che non c'è: sul laghetto della Burida", dipinto nel 1996; ad un paesaggio reale, il laghetto ubicato alla periferia di Pordenone, viene aggiunta una struttura di fantasia in legno per costruire un ipotetico e desiderato ambiente di svago estivo dove agiscono personaggi immaginari, una scena verosimile quanto fantastica. Altra caratterizzazione ricorrente è la cura con cui sono riprodotti oggetti talmente consueti del nostro quotiliano tali da definire per induzione, quali elementi di cultura materiale la nostra stessa cultura. La cintura borchiata di uno dei due assassini-becchini, che occultano il cadavere nelle grave del Meduna, sotto un cielo teatralmente temporalesco ne "La deposizione all'alba, Grave di Cordenons", gli stivaletti da motociclista ne "Il luogo che non c'è: sul laghetto della Burida", il walkaman ne "La Colazine con marmellata di fragole , con vista sulla campagna pordenonese" e ancora le scarpe da jogging NewBalance dell'atleta in "Stretch ascoltando Vivaldi, in riva al laghetto della Burida" sono tutti prodotti di design e/o moda perfettamente riconoscibili nei dipinti come lo sono negli spot pubblicitari e nei film. Una riconoscibilità quasi disturbante in quanto, com'è negli intenti dichiarati, cattura l'attenzione dell'osservatore - sono descritti con cura mimetica più minuziosa degli altri elementi - e la focalizza così come nella vita su questi oggetti di culto si incentrano desideri e passioni che surrogano sentimenti più vitali ed immediati. Ciò non toglie, che nel caso, i fili d'erba siano resi con tecnica, se non iperrealistica; minuziosa, preziosa, per riaffermare i valori figurativi recuperati dopo che gli artisti hanno indagato ed esperito ogni possibilità della rappresentazione bidimensionale. Vale a dire che l'artista utilizza oggi nuovi mezzi espressivi, tecnologie come la realtà virtuale ad es., ma il ciclo pittorico in senso classico è in sé concluso, si utilizza dunque con cognizione storica. Questa concettualizzazione poetica presuppone la conoscenza della storia dell'arte come approfondimento cui il pittore è inevitabilmente spinto, il che si verifica d'altra parte anche per chi si appaga della creazione artistica, quale fruitore. La creatività, l'espressività per diventare arte si incanalano dunque attraverso un processo cognitivo che non consente né ignoranza né superficialità. Vi è in certune opere, ricorrente e dunque di fondamentale pregnanza, come per la fisicità degli oggetti-culto di cui prima si è detto, una raffigurazione di solitudine/indifferenza e muta ostilità. Si può fisicamente tagliare la tela di "Un'insolita compagnia sulle sponde del fiume Meduna" ottenendone due scene in sé finite, due fotogrammi distinti e ciò è vero anche per "Colazione di marmellata di fragole, con vista sulla campagna Pordenonese". Vi è in altre una sottile presenza allucinatori: in "In canoa" l'imbarcazione scivola di fatto di fronte ad un fondale, un sipario che cala verticalmente dietro di essa creando un panorama romantico, sublime; l'uomo che pagaia sembra non accorgersene, l'uomo sdraiato dorme o forse sogna: in ogni caso anche in questo quadro, nella serena banalità della scena si inserisce un elemento fisicamente ottenuto di anomalia percettiva. L'acqua chiara dello sfondo, l'intero panorama epifanico contrastano con l'ostile "muro" blu cupo immoto e minaccioso del primo piano. Perlopiù, dall'amenità colorica dei paesaggi animati da figure in situazioni di svago si piomba in interni cupi, dai raggelanti toni bluastri. "Viado" costituisce l'altra faccia di questa realtà mixata alla fiction televisiva. Sotto la crosta arcaica della pittura dei quadri citati sfrigolano i pixel televisivi, gli atteggiamenti dei personaggi rappresentati, la confluenza del tragico e del banale sanno di fiction. Del viado si colgono in contemporanea lo sguardo verso la luce, desiderio di speranza?, e l'invadente servitù sociotecnologica del telefonino. Il cromatismo dalle tonalità sature si avvicina più ai colori del video ed alla sua endogena luminescenza che al chiaroscuro del quadro figurativo in senso classico. Anche in ciò si avverte la contaminazione televisiva, non senza un certo disagio ad accettarla sulla tela. Vi corrisponde anche un'evidente contaminazione culturale, ancor più fastidiosa: talune situazioni riprodotte non sono improbabili, quanto infrequenti nel nostro ordinario quotidiano, vi irrompono appunto dal telegiornale a dai serial, a meno che non diventiamo noi stessi "personaggi". Nessuna velleità di critica sociale esplicitata, ma semmai un meditato, rigoroso riferimento ai puri valori estetici. Sono video-fotogrammi assemblati a partire dagli ineludibili stimoli che ci incalzano, determinando subdolamente reazioni automatiche nel presente ordinario e assurti alla qualità di quadri per il fatto di essere tradizionalmente dipinti. Dipingendoli si realizza un recupero spazio-temporale che attraverso l'esercizio della téchne da dignità alle immagini e all'artista, recupero sintomatico già nella evocativa descrittività dei titoli. Il ritmo lento delle pennellate consente di riflettere, divagare, approfondire il proprio punto di vista, creare la forma fisica e poetica, tanto quanto avviene per chi, seguendo un percorso diverso, incontra l'opera d'arte da spettatore. Alla contemporaneità dei soggetti, alle contaminazioni di cui sopra si oppongono dunque per contrasto la tradizionalità della tecnica e il concetto della storia dell'arte di cui anche si è detto: sono i valori estetici di questi dipinti, la loro ragione di essere come sono. Nei dipinti più recenti si evidenzia il bisogno di immediatezza. Vi corrisponde un predominio del colore sul disegno, benché le forme conservino la concretezza del mondo di emarginazione a cui corrispondono. Il perpetrarsi nella tradizione pittorica corrisponde comunque al rigetto per una poetica come ricerca formale e concettuale di valori per forza "nuovi", per un concetto dell'arte quale sperimentazione-invenzione e del cliché dell'artista ricercatore che preconizza l'evoluzione della sensibilità. Esprime insoddisfazione e presagisce invece involuzione. Il quadro-simbolo, se non della fine dell'arte, della fine del ciclo pittorico, come forma nostalgica, ricalco archetipo di tutti i quadri.
(di Loris Carnier settembre 1999) ![]()
Presentazione alla mostra "Singoli percorsi d'arte"
a Villa Forniz a Porcia, ottobre 2001
Nella presente vernice il Carnier espone delle opere dovute a una nuova ispirazione, motivata da riflessioni e maturata attraverso una sua frequente esplorazione lungo le coste dell'Alto Adriatico, laddove la natura appare ibrida, selvaggia e soprattutto lontana dalla contaminazione edilizia e banalizzante dell'uomo. Frequenti sono le sue presenze nell'area vastissima e solitaria della "Brussa", sempre sul lato destro dell'Alto Adriatico, dove fra macchie di "sterpi" e "pinacee" si dilatano ampie zone di "licheni multicolori". Luogo arroventato dal solleone e dalle tonalità crepuscolari con le avvisaglie dell'autunno che poi ingrigiscono, e dove calano in sosta grandi stormi di "anatre selvatiche" e "marzorini" in migrazione. Luogo dove lo sciabordio del mare diffonde suoni musicali e la sua linea azzurra si fa luccicante sotto il sole e "blu-genziana" patinato all'imbrunire. E fu su queste propaggini, com'è noto storicamente, che sciamarono a suo tempo, puntando verso sud, le orde degli "Unni" con sfrenata ferocia, violente: esseri dalle pupille infossate, giudicati barbari, dagli stessi popoli barbari, usciti dalle paludi dell'Asia. Ed è qui, dove i silenzi e ogni fruscio, suggeriscono pensieri stimolanti e creativi che il Carnier ha colto significati nuovi, motivati da una necessità di imposizione sulle soluzioni già superate.Qui il mondo è fermo di millenni ed i pensieri che insorgono sono vergini. Ed è in questo ambiente che il Carnier ha ideato l'inserimento in paesaggi e zone lagunari di un essere umano diverso, battezzato "uomo/pesce", forte nel fisico e capace di amare, uccidere, procreare e lottare. Un uomo che appare e scompare in mezzo agli esseri attuali e suscita contemplazione. Vive questo tipo di uomo, che ovviamente considera insignificanti le più ambite conquiste della tecnica, della scienza, e delle comunicazioni terrestri, in un suo mondo ideale, sulla cui scoperta il Carnier si propone approfondimenti. Appare evidente che, in queste opere, vi sono aspetti di simbolismo finalizzati ad assumere un linguaggio narrativo. L'opera, così concepita, non offre più, quindi, aspetti costruttivi e di godimento cromatico solamente ma assieme a questi intesse significati e l'inserimento dell'uomo, dotato di particolarità fisiche animali per l'esistenza nel tipo di mondo idealizzato, colto in atteggiamenti piuttosto di immobilismo estetico più che di movimento, esprime significati dominanti per cui l'assieme dell'opera entra nel campo metafisico. ![]()
Mostre
"Personale di grafica e illustrazione" ; Fiera di Pordenone, 1978.
"65ma Mostra collettiva" ; (bozzetti scenici per la "Fabbrica illuminata" di Luigi Nono) premiati con borsa di studio, Galleria dell'Opera Bevilacqua la Masa, Venezia, 1980.
"Progettazione scenica per (La fabbrica illuminata) di Luigi Nono" ;
Galleria dell'Opera Bevilacqua la Masa, Venezia, 1981.
"Autoritrattazione" ; Galleria dell'Opera Bevilacqua la Masa, Venezia, 1982.
"66ma Mostra collettiva" ; Galleria dell'Opera Bevilacqua la Masa, Venezia, 1982.
"68ma Mostra collettiva" ; Galleria dell'Opera Bevilacqua la Masa, Venezia, 1984.
"Singoli percorsi" ; Palazzo Marchi, Pordenone, 1988.
"Portus Naonis, una storia illustrata" ; Edit Expo, Fiera di Pordenone, 1992.
"Personale" ; Night club Joel, Cittadella (TV), 1996.
"Personale-Impressioni sugli anni 90" ; Hotel Astoria, Grado (UD), 1997.
"Personale" ; Bar al Corso, Pordenone, settembre 1997.
"Festa di primavera" ; Centro storico di Porcia, aprile 1998.
"Personale" ; Galleria Enore Gori, collezionista di opere di pittori friulani, a Mortegliano (UD), aprile 1998.
"Arte Fiera a Pordenone 1998 - VI mostra mercato d'arte contemporanea" ; Pordenone gennaio 1998.
"Arte coast to coast" ; esposizione itinerante da Lignano a Capo Nord attraverso l'Austria, la Germania, la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e la Danimarca, agosto 1998.
"Patten Galleri" ; Oslo, agosto 1998.
"Rasenberger" ; Marktresaurant Eben nord, Eben/Porgau, agosto 1998.
"Modern art galleri As"; agosto 1998.
"Fracema Hb" ; Oslo, agosto 1998.
"Patten Galleri" ; Stockholm, agosto 1998.
"Galleri Kustsoha" ; Salzburg, agosto 1998.
"Tuntirlapin" ; Travel bureau, Kolari, agosto 1998.
"Galerie Theis" ; Berlin, agosto 1998.
"Forderverein - Kepanik - Museum Serlin." ; Berlin, agosto 1998.
"Europa - Galerie & Trattoria" ; Hannover, agosto 1998.
"Consolato Italiano Goteborg" ; Goteborg, agosto 1998.
"Mostra nazionale di pittura di Bibione Pineta" ; collettiva settembre 1998.
"Mostra collettiva" ; Fiera nazionale dei vini di Pramaggiore, ottobre 1998.
"Personale Hotel Savoy" ; Bibbione, ottobre 1998.
"Mostra collettiva - riflessi sul Lemene" ; Portogruaro, novembre 1998.
"Mostra collettiva" ; Fiera nazionale dei vini di Pramaggiore, maggio 1999.
"Personale 999" ; Villa Forniz, Porcia settembre 1999.
"I Turchi in Friuli" ; Mortegliano (UD), ottobre 1999.
"Personale" ; Studio dell'artista Alessandro Cadamuro, Vittorio Veneto, dicembre 2000.
"Incontri con l'arte" ; Castel della Mantova, Azzano X (PN) settembre 2000.
"Punto a capo per ripensare la città" ; Centro d'arte Grigoletti (PN) aprile 2001.
"Singoli percorsi" ; Villa Forniz - Porcia, ottobre 2001.
"Paesaggi interiori" ; C.R.O Centro di Riferimento Oncologico, novembre/dicembre 2002.
"Arte a Pordenone" ; Fiera di Pordenone (PN), gennaio 2003.
"Arte Pordenone - IV Salone d'arte moderna" ; Fiera di Pordenone (PN), gennaio 2004.
"Arte Pordenone - V Salone d'arte moderna" ; Fiera di Pordenone (PN), gennaio 2005.
