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Rocco Burtone si presenta

 

Negli anni 70 faceva il cantautore “contro”, ma sta ancora chiedendosi contro chi abbia combattuto.

Era talmente contro che rifiutò qualsiasi contratto discografico.

Lo ascoltò ad un concerto Ivan Della Mea, allora direttore dei “Dischi del Sole”,

che gli spedì una lettera con la richiesta di una registrazione (oggi si chiama demo)

e Rocco gli inviò una cassetta registrata dal vivo praticamente inascoltabile.

Della Mea gli scrive nuovamente chiedendogli un prodotto migliore, e cosa risponde il nostro eroe?

“Caro Ivan, il valore dei miei concerti è manifestato dal rapporto

a volte conflittuale col pubblico, quindi non ho interesse ad incidere canzoni senza una logica di lotta”.

Della Mea non scrisse più e Rocco sta ancora piangendo.

I suoi più che concerti erano eventi: succedeva di tutto. Breve cronaca: Rocco finisce una canzone,

irrompe sul palco Ugo Vat gridando frasi senza senso.

Ugo canta (stonando) “Storia di un impiegato a barriera vecia a trieste” e finisce il brano cercando di sodomizzare una sedia.

Intervengono Franco Ursino e Kalì che a forza lo trascinano in platea. Ecco Maurizio Mentina che recita la scena muta western e Roby Colella

che dalla custodia di un violino estrae una sega e la suona….ecc….

In un memorabile concerto al Palasport di Udine, canta quello che era diventato l'inno del “movimento”,

dedicandolo alle tre mila persone che ha di fronte.

Il titolo del brano è “Andate a cagare”. La stampa non gli dedica una riga e di ciò se ne fa vanto.

Fino alla fine dei 70 ha suonato dappertutto, dalla Sardegna alla Sicilia, nelle fabbriche, nei teatri, alle Feste dell'Unità,per i circoli anarchici, per gli emigranti in Olanda e in Germania.

Nel 79/80 va negli Stati Uniti per ragioni economiche e lo troviamo dapprima su una nave da crociera a sollazzare musicalmente i turisti americani nel tragitto New York-Bermude, poi stanco di quella vita, si trasferisce a Los Angeles dove canta le sue canzoni nei locali e con sorpresa si accorge di essere apprezzato più che in patria (forse perché il pubblico non capisce i testi).

Tutto ciò fino all'ottanta. Quando Rocco rientra dagli USA è un'altra persona o meglio, è sempre lo stesso “rivoluzionario”, ma più… come dire?

Più furbetto.

Infatti comincia ad incidere qualche disco, scrive canzoni più morbide, insomma, si fa anche il sito e con il sito spera di suonare di più.

Oggi canta col suo gruppo “Na'Babas”, composto da musicisti di grande levatura, ma può proporsi anche in duo con uno dei più grandi tastieristi italiani: Arno Barzan.

Il repertorio, oltre alle sue canzoni, propone brani riarrangiati di Fred Buscaglione, Jacques Brell, Gilbert Becaud, Herbie Hancock, Beatles, Animals ecc…

Presenta inoltre uno spettacolo di teatro-canzone intitolato “Storie di Cantautori”, in cui narra e interpreta la canzone d'autore

soprattutto italiana e francese (Tenco, De Andrè, Brassens, Dylan ecc…), con un curioso e divertente intermezzo che coinvolge il pubblico

a cimentarsi nella composizione di un brano musicale.

Caro lettore, sei invitato a darti da fare per organizzare i concerti di Rocco Burtone, un grande cantautore (ma è poi un cantautore?) che sta invecchiando.

Se poi non sei d'accordo sul “grande” cantautore, invitalo lo stesso che tanto…

Questa breve biografia senza modestia è scritta da Rocco medesimo.

Recensione del libro "Canzone del disordine": Canzone del disordine

 

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Rocco Burtone

Discografia

(Kappa Vu Edizioni) Racconta e canta: Rocco Burtone Suona: Arno Barzan

 

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